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Rossore, prurito, bruciore: sai riconoscere la sindrome dell'occhio secco?

Si stima che alcuni sintomi riconducibili alla sindrome dell’occhio secco, il cosiddetto dry eye, siano presenti in circa il 65% della popolazione. I principali fastidi che possono far sospettare la sindrome dell’occhio secco sono rossore, sensazione di corpo estraneo o scarsa lubrificazione dell’occhio, prurito, difficoltà ad aprire le palpebre al mattino, fotofobia e anche annebbiamento della vista. Spesso, anche se può sembrare strano, si associa ad iperlacrimazione.

QUALI SONO I SOGGETTI PIÙ A RISCHIO DI SVILUPPARE LA SINDROME DELL’OCCHIO SECCO?

La sindrome dell’occhio secco è una patologia multifattoriale, che può essere legata sia alla scarsa produzione della componente acquosa delle lacrime da parte delle ghiandole lacrimali che alla disfunzione delle ghiandole del meibomio, ghiandole sebacee che si trovano all’interno delle palpebre, che, se non funzionano correttamente, provocano l’alterazione dalla stabilità del film lacrimale all’interno dell’occhio. Sono più colpite le donne tra i 40 ed i 60 anni, in misura doppia rispetto agli uomini, e in generale il 20-30% della popolazione oltre i 50 anni. In particolare, sono soggetti più a rischio:

  • donne in menopausa, a causa della carenza di estrogeni che può incidere sulla capacità di produzione delle lacrime
  • pazienti che seguono terapie con immunosoppressori, decongestionanti, antistaminici, diuretici, antidepressivi o betabloccanti (come nel caso di alcuni colliri ipotonizzanti per il glaucoma)
  • persone che fanno uso di pc, smartphone, tablet e altri schermi per oltre 5 ore al giorno
  • persone che fanno uso prolungato o improprio di lenti a contatto
  • chi soffre di blefariti o congiuntiviti
  • chi vive in aree particolarmente inquinate

COME SI PUÒ DIAGNOSTICARE LA SINDROME DELL’OCCHIO SECCO?

Chi riscontra uno o più sintomi, può effettuare una visita oculistica completa, in cui si valuta la qualità e la quantità di liquido prodotto attraverso:

  • il test di Shirmer, in cui attraverso l’inserimento di una carta nell’occhio, si misura la quantità di lacrime prodotta. Tra i 10 e i 15 mm è la quantità considerata ottimale.
  • il test di rottura del film lacrimale – BUT, eseguito con la lampada a fessura, misura il tempo che impiega l’occhio a “seccarsi” eliminando il velo lacrimale che protegge la cornea.

QUALI SONO LE TERAPIE PER LA SINDROME DELL’OCCHIO SECCO?

Tra le terapie disponibili le lacrime artificiali e i gel oftalmici sono sicuramente quelli più utilizzati e quelli che danno un sollievo immediato dai sintomi, tuttavia il loro effetto è solo temporaneo.

Altri accorgimenti che potrebbero ridurre la sintomatologia della sindrome da occhio secco sono un corretto stile di vita, con una dieta ricca di liquidi e omega-3. Anche ridurre o evitare il fumo, gli ambienti eccessivamente secchi o con aria condizionata o ridurre il tempo trascorso davanti agli schermi, facendo delle pause ogni 30 minuti, possono contribuire a migliorare il quadro clinico.

Una vera terapia innovativa e assolutamente non invasiva, che dà ottimi risultati nel trattare la sindrome dell’occhio secco, è la luce pulsata. Esistono diversi studi che mostrano come l’IPL (Intense Pulsed Light), agisca sulla MGD (disfunzione delle ghiandole di meibomio), stimolando la secrezione del film lacrimale e incrementando la componente lipidica delle lacrime, migliorandone cosi la qualità. Sono in genere sufficienti 3-5 sedute per ripristinare la fisiologica produzione del film lacrimale, con effetti che possono durare anche più di un anno.

Il Centro Oulistico Sardo è l’unica struttura nel Nord Sardegna a possedere questo innovativo macchinario, che sarà disponibile a partire dal 3 Aprile.

Chi desidera ricevere maggiori informazioni sul trattamento della sindrome dell’occhio secco con la luce pulsata, può contattarci al numero 079232532, scriverci a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o lasciare un messaggio privato sulla nostra pagina Facebook

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