Chirurgia refrattiva: la visita di idoneità

La visita oculistica è il primo passo per stabilire l’idoneità all’intervento di chirurgia refrattiva per la correzione dei difetti visivi. Per poter essere considerati dei buoni canditati per l’intervento laser, bisogna possedere oltre ai requisiti legali della maggiore età e la volontà di volersi sottoporre consapevolmente all’intervento, anche i requisiti fisiologici e morfologici dell’occhio. La visita oculista per l’idoneità è infatti l’unico modo per verificare che vi siano tutte le condizioni necessarie per la buona riuscita dell’intervento.

IN CHE COSA CONSISTE LA VISITA PER L’IDONEITÀ ALLA CHIRURGIA REFRATTIVA?

Oltre agli esami strumentali di base, la visita oculistica per l’idoneità alla chirurgia refrattiva include vari esami per l’esame della retina e della cornea. È opportuno quindi che il paziente specifichi al momento della prenotazione dell’appuntamento che intende sottoporsi alla chirurgia laser, in modo da poter programmare un tempo adeguato per la visita che dura circa 1 ora e mezza.
Al Centro Oculistico Sardo il paziente viene valutato in maniera estremamente accurata e visitato da almeno due o tre medici, per garantire una maggiore precisione e completezza dei test. Gli esami strumentali che vengono eseguiti durante la visita di idoneità all’intervento di chirurgia refrattiva sono:

  • l’anamnesi per valutare lo stato di salute generale del paziente, la presenza di eventuali terapie o patologie, lo stile di vita e le motivazioni che lo spingono a voler effettuare l’intervento
  • il visus per verificare la reale acuità visiva con e senza occhiali, facendo leggere righe di dimensione decrescente sull’ottotipo, il tabellone retroilluminato
  • l’autorefrattometria in cui l’acuità visiva viene misurata da un macchinario mentre il paziente fissa un oggetto luminoso al suo interno
  • la tonometria al fine di valutare la pressione intraoculare ed escludere la presenza di patologie più serie come il glaucoma. Il paziente deve tenere l’occhio ben aperto e in pochi secondi dopo la percezione di un getto d’aria, si ha il dato relativo alla pressione oculare
  • il test di Shirmer e il break up time (BUT – tempo di rottura del film lacrimale) per escludere una eventuale condizione di occhio secco
  • la topografia per valutare lo spessore e la curvatura della cornea attraverso delle scansioni, prodotte dalla riflessione di cerchi di luce concentrici sulla superficie corneale
  • l’aberrometria per valutare eventuali errori di refrazione che contribuiscono a peggiorare la messa a fuoco delle immagini sulla retina
  • l’oftalmometria, esame per conoscere il raggio di curvatura della cornea
  • la visita ortottica che consente di valutare l’apparato neuromuscolare dell’occhio e di riscontrare un eventuale strabismo
  • l’esame della lampada a fessura per osservare il bulbo, i tessuti corneali, l’iride e il cristallino
  • dopo essere stato trattato con delle gocce di collirio per dilatare la pupilla al paziente viene effettuato l’esame della refrazione in cicloplegia che serve per determinare in maniera precisa il difetto visivo senza che possa essere falsato dall’accomodazione e l’esame del fundus oculi.

È importante che il paziente sospenda l’uso delle lenti a contatto nei 20 giorni precedenti alla visita in caso di utilizzo di lenti morbide; 30 giorni se si tratta di lenti rigide.

LA CONSULENZA

La consulenza è una delle fasi più importanti, alla quale dedichiamo la massima attenzione. Una volta terminati tutti i test e gli esami strumentali, il chirurgo condivide col paziente i risultati e comunica l’eventuale idoneità all’intervento. Consiglia al paziente la tecnica più appropriata tra PRK, Femto - Lasik e Relex - Smile spiegando nei dettagli la procedura e illustrando i vantaggi ed i rischi ad essa associati e i risultati previsti. Il paziente durante la consulenza ha l’opportunità di esprimere dubbi e perplessità, fare domande dirette al chirurgo e fare presenti le sue esigenze.
Il paziente riceve infine il consenso informato, il documento contente tutte le informazioni spiegate a voce dal chirurgo sulla patologia e la procedura chirurgica, che potrà portare a casa e leggere con calma e riportare firmato, qualora decida di procedere con l’intervento.

CASI DI INOPERABILITÀ

Data la sua completezza, la visita oculistica è l’unico strumento per stabilire l’idoneità del paziente alla chirurgia refrattiva. Esistono alcuni casi in cui l’intervento non può essere effettuato, come ad esempio in caso di:

  • età inferiore ai 21 anni (anche se questo può essere valutato caso per caso)
  • mancata stabilizzazione del difetto visivo
  • morfologia della cornea non adeguata alla procedura
  • cheratocono
  • glaucoma
  • diabete scompensato
  • patologie autoimmuni
  • gravidanza

La visita di idoneità non deve essere in ogni caso vista come una perdita di tempo qualora non si effettui l’intervento, perché è una eccellente opportunità per avere un quadro completo e approfondito sulla salute degli occhi e della vista. È anche un momento di confronto e scambio con il chirurgo oculista, che può offrire soluzioni alternative e consigli utili sull’uso di lenti a contatto e occhiali.
Chiunque desiderasse avere maggiori informazioni sulla chirurgia refrattiva o voglia richiedere una consulenza può contattarci al numero 079232532, scriverci a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o lasciare un messaggio privato sulla nostra pagina Facebook.

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