Chirurgia refrattiva: 20 domande e risposte per saperne di più

Chirurgia refrattiva: 20 domande e risposte per saperne di più

Qualcuno non ne ha mai sentito parlare, altri conoscono amici o parenti che hanno corretto i loro difetti di vista con la chirurgia refrattiva e vogliono saperne di più, altri ancora lo hanno già fatto.

Con le risposte a queste 20 domande speriamo di soddisfare la curiosità di molti di voi e magari far venire in mente qualche altro quesito.

Ecco 20 domande (e risposte) per scoprire qualcosa in più sulla chirurgia refrattiva.

  1. Posso correggere tutti i difetti visivi con la chirurgia refrattiva?

Con le nuove tecnologie laser è possibile correggere tutti i difetti visivi e anche più difetti visivi insieme. La chirurgia refrattiva può correggere miopia, astigmatismo, ipermetropia e presbiopia. In base al difetto, oltre ad altri parametri, si valuta la tecnica più idonea.

  1. È vero che si può correggere anche la presbiopia?

Si, si chiama Presbyond®. Si tratta di un software di recente introduzione che consente di superare i limiti di visione legati alla presbiopia, correggendo i due occhi in maniera diversa. In questo modo si garantisce una buona visione per vicino, per lontano e anche nella distanza intermedia, grazie all’esclusiva tecnologia Blend Zone.

  1. Si possono correggere anche difetti molto lievi o molto gravi?

Si, è possibile operare tutti i difetti, lievi e gravi, purché sussistano tutte le condizioni per la buona riuscita dell’intervento. Attualmente, con le tecniche di chirurgia refrattiva laser è possibile operare la miopia fino a 10 diottrie, l’astigmatismo fino a 6 diottrie, l’ipermetropia fino a 4 diottrie e la presbiopia in base alla correzione tollerata.

  1. Il risultato della chirurgia refrattiva è permanente?

La chirurgia refrattiva consente di vedere senza l’ausilio di occhiali e lenti a contatto per diversi anni, tipicamente finché non si presenta la presbiopia, se si effettua l’intervento prima dei 40 anni, o la cataratta dopo i 60 anni. In rari casi, può succedere che il difetto visivo ritorni perché l’occhio si modifica e la correzione effettuata con il laser non è più adeguata.

  1. La chirurgia refrattiva è coperta dal SSN?

Il Sistema Sanitario Nazionale copre, in alcuni casi e solo in alcune regioni, la chirurgia refrattiva. Il Centro Oculistico Sardo è esclusivamente privato e non è convenzionato con l’SSN.

  1. In che cosa consiste la visita di idoneità?

La visita di idoneità è una visita oculistica approfondita che serve a determinare una serie di parametri relativi all’acuità visiva, alla conformazione della cornea e alla fisiologia e allo stato di salute dell’occhio. In base a questi parametri, il chirurgo decide se l’intervento di chirurgia refrattiva può essere effettuato e quale tecnica garantisce il migliore risultato.

  1. Bisogna aspettare che il difetto visivo sia stabile almeno per un anno prima di correggerlo con il laser?

Si, è preferibile. La stabilità del difetto visivo è importante per poter garantire che la giusta correzione duri nel tempo. Alcuni casi, come un difetto grave che compromette la qualità della vita o la necessità di partecipare ad un concorso per i corpi militari, possono costituire un’eccezione.

  1. Da che età è possibile effettuare l’intervento?

Per la chirurgia refrattiva è bene aspettare i 21 anni. Questa è l’età in cui il difetto visivo tende a stabilizzarsi. In alcuni casi, si può valutare di operare pazienti dai 18 anni in su, che desiderano entrare a far parte delle forze armate.

  1. Posso effettuare l’intervento se soffro della sindrome dell’occhio secco o altre patologie oculari?

Patologie oculari, come ad esempio il cheratocono o il glaucoma, sono motivo di esclusione. Se si soffre di secchezza oculare o blefarite, è possibile effettuare l’intervento di chirurgia refrattiva, a patto che non si tratti di casi estremamente gravi, in cui i sintomi possono peggiorare nel decorso postoperatorio. Si può anche valutare di trattare la patologia e aspettare un miglioramento prima di effettuare la correzione del difetto visivo.

  1. Posso effettuare l’intervento in gravidanza?

L’intervento di chirurgia refrattiva è mini invasivo ma è in genere sconsigliato durante la gravidanza e l’allattamento in quanto dopo l’intervento è necessario utilizzare colliri che contengono farmaci.

  1. Posso effettuare l’intervento se ho il diabete?

Se il diabete è ben compensato e tenuto sotto controllo, si può effettuare l’operazione. Se invece non è compensato o ci sono altre patologie causate dal diabete è meglio non effettuare l’intervento

  1. Perché è necessario il riposo da lenti a contatto prima della visita di idoneità?

Le lenti a contatto, sia rigide che morbide, possono modificare la curvatura della cornea e falsare il risultato della topografia corneale durante la visita. Questo parametro è fondamentale per giudicare se e con quale tecnica è possibile effettuare l’intervento. Si raccomanda la sospensione delle lenti a contatto per 20 giorni prima dell’appuntamento, per chi porta le LAC morbide e 30 giorni per quelle rigide. Inoltre, le lenti non devono essere usate nelle due settimane prima dell’intervento di refrattiva.

  1. Che differenza c’è tra le tecniche di chirurgia refrattiva?

Le tecniche di chirurgia refrattiva variano a seconda della procedura e dei laser utilizzati, ad eccimeri, di prima introduzione o a femtosecondi, di ultima generazione eccezionalmente rapidi e precisi. La PRK prevede l’utilizzo esclusivo del laser ad eccimeri, la Femto-LASIK utilizza il femto-laser per l’incisione della cornea e il laser ad eccimeri per la correzione del difetto visivo. La tecnica SMILE utilizza esclusivamente il laser a femtosecondi, il VisuMax. Tutte le tecniche sono efficaci nel modellare la cornea, ma in base ai risultati della visita di idoneità il chirurgo consiglia quella più indicata. I tempi di recupero e convalescenza variano da caso a caso. Tendono ad essere più lunghi nel caso della PRK e più rapidi con la SMILE.

  1. Quanto dura la convalescenza?

In genere, si nota un miglioramento della vista già nei primi due-tre giorni dall’intervento. I fastidi durano solo qualche giorno, nella maggior parte dei casi. Si consiglia di programmare una settimana di riposo dopo l’intervento, anche se molto spesso è possibile riprendere la maggior parte delle attività quotidiane dopo 24 ore, evitando sforzi fisici.

  1. Sentirò molto dolore agli occhi dopo l’operazione di chirurgia refrattiva?

Nella maggior parte dei casi si avvertono dei fastidi come rossore, bruciore, secchezza o lacrimazione. Il dolore può essere più o meno intenso rispetto alla reazione individuale di ogni paziente e alla tecnica utilizzata. La tecnica SMILE è in genere quella in cui si avvertono meno fastidi perché l’incisione con il laser è minima.

  1. È facile seguire la terapia postoperatoria?

La terapia postoperatoria consiste nell’applicazione di alcuni colliri più volte al giorno. Ci si può fare aiutare da un familiare se si ha difficoltà da soli. Bisogna tenere gli occhi al riparo da acqua, polvere, raggi solari e agenti atmosferici soprattutto nella prima settimana dopo l’intervento. È fondamentale seguire la terapia postoperatoria e le regole igieniche di base per evitare infezioni e complicazioni.

  1. Quanto devo aspettare per riprendere l’attività fisica?

L’attività fisica moderata, come ad esempio una passeggiata, si può riprendere già il giorno stesso o dopo 24 ore. Nel caso di intervento con tecnica PRK o Femto-LASIK è bene aspettare qualche settimana per l’attività sostenuta e almeno tre mesi per gli sport di contatto come pugilato, calcio e basket. Con la tecnica SMILE invece l’attività fisica si può riprendere già dopo qualche giorno e gli sport di contatto dopo una settimana.

  1. Posso effettuare l’intervento di chirurgia refrattiva più volte?

Si, purché tra un intervento di refrattiva e l’altro passi almeno un anno. In genere questo succede se ci si è sottoposti all’intervento durante i 20 o 30 anni e dopo i 40 si presenta la presbiopia e si vuole effettuare la Presbyond.

  1. Che budget devo preventivare per l’intervento?

I prezzi per l’intervento di chirurgia refrattiva in Italia variano tra i 1.500 e i 3.000 euro per occhio. Al COS, partono da 1.150 euro per la tecnica PRK e arrivano a 2.530 per la tecnica SMILE. Bisogna inoltre considerare il costo della visita di idoneità che è di 180 euro presso il COS, mentre è gratuita la visita di controllo dopo 24 ore. Il costo per la terapia pre e postoperatoria è di circa 100-150 euro.

  1. Che percentuale di successo ha l’intervento?

Durante la visita di idoneità il chirurgo è in grado di stimare se è possibile correggere completamente il difetto visivo, tuttavia la risposta individuale alla chirurgia refrattiva non è mai prevedibile, perché si tratta di tessuti biologici che si possono modificare e riadattare. Negli studi fino ad ora effettuati sui risultati della chirurgia refrattiva con l’utilizzo dei laser Zeiss, la correzione ha successo e i pazienti si dichiarano soddisfatti nel 95-98% dei casi.

20 risposte non sono sufficienti a dare tutte le informazioni sulla chirurgia refrattiva, ma speriamo che possano fare chiarezza sull’argomento.

Se avete altri dubbi o curiosità sulla chirurgia refrattiva, restiamo a vostra disposizione.
Potete chiamare la nostra segreteria allo 079.232532 o scriverci compilando il nostro form o mandando un messaggio privato sulla nostra pagina Facebook.


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